BASTA CON LE LISTE! LE CANDIDATURE POSSONO ESSERE INDIPENDENTI E PERSONALI!



LA NOSTRA COMUNITÀ DELLA PSICOLOGIA HA BISOGNO DI RIPENSARE E RIFORMARE LA SUA CONCEZIONE DI  POLITICA PROFESSIONALE E RISOLVERE L'ATTUALE CRISI DISFUNZIONALE DELLE SUE RAPPRESENTANZE E ISTITUZIONI.

La competizione elettorale tra gruppi e liste che da anni si sfida per ottenere i voti della base professionale, sembra sempre più segnata da uno scadimento della qualità innovativa e programmatica di contenuti a favore della categoria.
Pare che invece contino  di più le dispute intorno a interessi di parte,  personalistici e in definitiva lobbistici. Ma il punto è che, per quanto ciò nei fatti possa anche non sussistere, per prevenire e indirizzare sono essenziali certe forme democratiche di controllo, cooperazione e trasparenza.

E' assurdo che un solo gruppo,  una sola lista più o meno coesa, possa vincere le elezioni e andare a presidiare integralmente Istituzioni ed Enti. Un conto è il governo e un altro è il parlamento, ma ci devono essere entrambi, sennò se c' è solo il governo è dittatura. Nelle nostre Istituzioni ed Enti di rappresentanza, c' è solo il governo monocolore, quello della lista vincente che può decidere di fare e non fare, senza opposizione, senza dare conto alle altre liste escluse e tanto meno alla base.
Anche per questo modello autarchico e verticistico del nostro sistema di rappresentanza, la scalata al potere delle diverse liste risulta alquanto aspra e divisiva tra chi avrebbe capacità e 'vocazione' alla rappresentanza (in quanto appartenente a una lista/fazione che prende tutto o niente)  ed è perciò poco coinvolgente per la base che si trova a dover dare le preferenze a chi finisce col contendersi poteri assoluti, piuttosto che mostrare chiaramente di impegnarsi per il bene della categoria.

Capita spesso di imbattersi nei social in diverbi e contese tra esponenti o sostenitori di liste che sembrano quasi compiacersi di essere in lotta tra loro. A volte i toni sono ancor di più che accesi, e a volte capita persino che si minaccino segnalazioni e vie legali...che poi per fortuna si estinguono con espulsioni e blocchi digitali, pettegolezzi e dileggi in chat private, via messenger e altre reti e canali.
Ma noi psicologi abbiamo anche capacità di industriarci a lottare secondo strategie di comunicazione psicologicamente più raffinate.
Una di queste è lo ' sfiorettamento': l' arte di far inviperire lo sfidante, giocando di fioretto, solo con qualche frecciatina, ma poi si concede qualche encomio, in modo che l'avversario  si riprenda e si goda meglio un altro colpo basso. Il linguaggio però resta forbito, all' insegna di un sarcasmo che si fregia di conferire all 'altro il titolo di "egregio collega", affinché pur risultando sprezzanti, si appaia deontologicamente corretti.


Perciò chi si contende le poltrone, quando non scade nella 'caciara',  si sfida in punta di fioretto.
Quando i faziosi belligeranti, con i colori della loro lista,  duellano su questioni specifiche, capita spesso che si incaponiscano su tenicismi e puntigli che perdono la visione di insieme, sia del tema generale sia degli altri temi, i quali dal punto di vista di chi lavora con la sua prifessione, sono sempre correlati. La situazione lavorativa si esperisce insieme a quella operativa, fiscale, logistica, legalistica, pensionistica,  formativa, burocratica, cioè integrando tutte le questioni che ci riguardano e di cui infatti si occupano le liste. Ma quando ci sono da prendere postazioni, posizioni (ovvero poltrone) in Istituzioni ed Enti in forza di liste, ecco che ogni questione diventa una specie di battaglia a se stante, nell'ambito di una strategia per vincere le elezioni senza fare prigionieri e comunque senza che anche le liste perdenti possano avere una sua forza , se non al governo, al parlamento. Chi vince le elezioni governerà, senza opposizioni, né organi di partecipazione e controllo della base.   Purtroppo a auesto modello antidemocratico e assolutistica nel mondo istituzionale e della rappresentanza della Psicologia italiana  impoverisce alquanto le possibilità di cooperare nella comunità, di  negoziare e di intendersi sia sulle questioni particolari sia su vedute e interventi di insieme generale.
Va poi osservato che Istituzioni ed Enti per la  nostra categoria governati dalla sola lista vincente, diventano assoluti interlocutori nella sfera della politica , dei partiti, delle Istituzioni e dei ministeri statali. La lista vincente va quindi con un assegno firmato in bianco a consociarsi con i ' poteri alti' ed i potentati, piuttosto che fare da mediatrice a tutela della base e dell'utenza.
 
Lo vediamo ad esempio nella disputa tra le liste che vorrebbero prendere o mantenere la serenissima ENPAP, l' ente pensionistico di noi psicologi e psicologhe.
Nessuno pone la necessità di fare pressione sul 'legislatore' o sulle commissioni governative e di partito secondo le indicazioni della base professionale. Al contrario la rappresentanza della lista che governerà senza opposizione, si trova anche nella convenienza  ad imporre, pure con sistemi vessatori, direttive che vengono dall'alto, senza alcun ascolto della base professionale. 

Inevitabilmente si consociano interessi di lobby trasversali intorno allo sfruttamento, anche in modo cannibalico della categoria.  Si veda  l'aberrante e inappropriata obbligazione al sistema Ecm a punti (senza neppure considerare la possibilità di riformarlo viste le criticità e i fallimenti).
E poi anche (ma non solo) nessun controllo, anzi totale lassismo e pure approvazione ai vertici, circa la vetrinizzazione della categoria attraverso potentati nell'oligopolio delle piattaforme on line.


I candidati e le candidate che si presenteranno alle prossime elezioni, risulteranno più credibili se lo faranno a titolo personale, presentando  idee, progetti e intenzioni  su come affrontare le criticità e proporre innovazione. Ma se verranno eletti si troveranno a governare insieme ad altri candidati indipendenti, con i quali opereranno come gruppi di lavoro. Entro una certa quota di preferenze alcuni candidati potranno partecipare con ruoli di vigilanza, di suggerimento e infine anche di opposizione con la possibilità di chiedere il voto della base. Ovvio che i regolamenti vanno ben studiati, ma il punto è smetterla con le logiche di liste e far invece emergere le singole personalità e professionalità meritevoli di preferenza e di delega. Candidate e candidati indipendenti da liste saranno scelti dalla base per essere servizio e guida a favore del nostro unico partito,   il nostro: quello delle PROFESSIONI PSICOLOGICHE (che ci rappresenterà in forma unitaria e partecipata dalla base nel mondo del lavoro, della politica, delle pubbliche amministrazione e anche dei gruppi imprenditoriali utili alla psicologia e alla collettività. 
Basta liste/lobby!  Candidati/e indipendenti congiunti in gruppi di lavoro, per quanto possano avere idee diverse non dovranno avere bisogno di dividerci in partiti contendenti! Il meccanismo elettorale prevederebbe che si formino organismi di governo e di opposizione cooperante, sulla base delle percentuali di preferenze, ottenute individualmente.
Occorrebbe poter eleggere chi risulti credibile, senza che faccia politiche di lista,  e si faccia promotore dei valori della nostra categoria,
la cui crisi svalorizzante è sotto gli occhi di tutti. Poi ci rappresenterà insieme ad altri colleghi e colleghe eletti  non per far vincere la bandiera della loro lista, ma la bandiera della categoria. 

A questo punto le scalate e le occupazioni 'a testuggine' dei nostri Ordini ed Enti  da parte di liste faziose sono davvero disfunzionali. Si sono infatti rivelate assai poco capaci di interpretare la loro funzione di  rappresentanza e tutela. La lista al governo monocolore, senza opposizione diventa presto sorda rispetto alle indicazioni  e proposizioni della base professionale, rispetto alle complessità e alle criticità che la penalizzano ingiustamente.

Canddiadati di liste rivali, che potrebbero collaborare su diverse questioni, si eliminano vicendevolmente. Così gli sforzi di tanti candidate e candidati capaci e volentersosi si perdono, e interi gruppi  e progetti di lavoro evaporano. Tante liste sono finite nel dimenticatoio con i loro membri, mentre quelle storicamente consolidate permangono entro una sorta di perenne tenzone oligarchica. Ecco allora che le liste potenti si sentono le uniche autorizzare a parlare per tutti con partiti, istituzioni ministeriali e perché no, anche gruppi imprenditoriali... ed ecco allora che iniziano e si strutturano le lobby! La questione è peggiorata dal momento che la categoria della psicologia professionale è stata sussunta in blocco 'sotto la sanità e la medicalizzazione'. Con relative forzature deontologiche, imposte in modo ipocritamente referendario (senza tavoli di discussione) all'insegna della burocratizzazione, della medicalizzazione e di condizionamenti legalitari alquanro discutibili.

In effetti l'annessione della psicologia (tutta, persino quella sociale, formativa, educazionale) sotto l'altare della sanità e della medicalizzazione ha spesso fatto perdere la bussola anche ai nostri rappresentanti migliori. C'è chi vi ha visto solo opportunità positive, e di certo c'è ne sarebbero, ma se si correggessero certe disfunzioni. Inoltre le opportunità devono essere per la categoria  e non prilegiare  lobby che si contendono presidi e interessi (e che inevitabilmente si
im/mischiano con le liste)

Nel denunciare queste dolenti percezioni (espresse da molte voci, anche se spesso solo mugugnanti) non si vogliono dare colpe ad personam, ma chiunque non sia ingenuo o cocciutamente manipolatorio vede che la 'politica professionale' è stata troppo considerata come una  politica partitica - piuttosto che come uno specialistico esercizio di buon amministratore di condominio con capacità di avvocatura).


La politica politicante, si sà, si basa anche su 'giochi' che ci  sono sempre, per quanto non siano appariscenti.

E allora ecco i soliti giochi di fioretto tra contendenti di una lista o di un' altra!  Ma ci si metta una buona volta una mano sul cuore e una sulla coscienza per capire che i rappresentanti di una categoria come la nostra, devono anche a questo punto ' lottare insieme alla base professionale' su tutti i fronti per impedire il suo decadimento.  Del resto fuor di retorica, si tratta pur sempre del bene comune della società che ha bisogno di noi, e quindi di una psicologia di qualità, non frustrata, non decimata, non impoverita, non subissata da tassazioni  costi e burocrazie alessandrine... e invece negli ultimi anni i nostri rappresentanti  si sono sperticati a fare i ' tutori degli Ordini' , gli oleatori di business e i banchieri/baroni del sistema pensionistico in stile: 'questo è, perché è così, e se non vi sta bene cavoli vostri, e semmai aggiustiamo lo zero virgola e per il resto lo decidiamo noi e basta!'

Ed ecco che arriva qualche sfidante di lista  a sfiorettare con quello di un'altra lista che che ci dice che cambierà qualche zero virgola e che tirerà la coperta un po' più sù o in po' più giù, ma ammettendo che tanto è sempre quella. Così alla fine si ritorna all'adagio del ' tutto cambia così  che niente cambia' (se non lo zero virgola, deciso e imposto sempre dall'alto, senza ascolto della base).



LIBERE CANDIDATURE. OLTRE LE LISTE!

OCCORRE UNA RIFORMA DELLA POLITICA  PROFESSIONALE, DELLE ISTITUZIONI E DELLA RAPPRESENTANZA, CHE VADA OLTRE LE LISTE.  OGNI COLLEGA DOVREBBE ESSERE LEGITTIMATO E MESSO NELLE CONDIZIONI DI POTERSI CANDIDARE.

Possiamo immaginare un SALTO DI QUALITÀ NELLE NOSTRE POLITICHE PROFESSIONALI, in particolare della nostra concezione della rappresentanza. Pertanto  occorerebbero progetti e convegni con la partecipazione di liste e di persone senza lista, per una COSTITUENTE di un rinnovato sistema istituzionale e di rappresentanza della nostra categoria.

Qui a titolo di ' piattaforma di base' possiamo proporre solo qualche slogan e relativa breve indicazione:
Basta con le liste! Chiunque si dovrebbe poter presentare ed essere eletto attraverso candidature in par conditio. 
Gli eletti in forma di CANDIDATURA PERSONALE CON FUNZIONE PARLAMENTARE, coadiuvati da organi partecipativi e consultivi della base rappresentata, avranno potere di proporre e realizzare programmi e progetti (anche eleggendo specifiche commissioni che potranno avvalersi anche di esperti esterni).
In casi 'speciali strutturali' o 'particolari-congiunturali' con il voto digitale la base potrà approvare o disapprovare i progetti.
Per quanto riguarda l'amministrazione ordinaria, gli eletti potranno eleggere responsabili tecnicamente qualificati. Invece per le 'politiche straordinarie' le proposte esecutive dovranno avere un iter parlamentaristico e comunitario.

Basta spese per corsi di formazione, borse, bonus, previdenze preferenziali, investimenti di eccedenze dei nostri contributi o iscrizioni decise da ' liste'... o da lobby al potere istituzionale o sommerso! Le scelte devono essere ol più possibile discusse e approvate anche da organismi di base.



Quindi a titolo esemplare possiamo auspicare che veterani della Politica professionale  come ad esempio la Ciofi,  o lo Zanon e altri - pure preparati come loro e con diversi punti di vista e di lista -  magari si candidino personalmente (senza lista) e la smettano di 'sfiorettare' per le loro liste... sono entrambi competenti e intellettualmente coerenti, dunwue  anche senza 'mamma lista' potranno mediare e negoziare al meglio per tutti.
MA INSIEME A LORO CHE SI POSSANO CANDIDARE ANCHE ALTRI SENZA PASSARE NEGLI IMBUTI DELLE LISTE (E DELLE LOBBY).  Quindi, volendo avrebbe diritto di candidarsi ciascuno di noi (anche se orfano di lista). In buona sostanza (questa è solo un'estrema sintesi, ma già sforata,  data la sede) possiamo anche candidarci tutti ( chi lo vuole) in una 'NON LISTA UNICA', senza più competizioni e CONTENZIOSI TRA LISTE, e, per quanto le correnti saranno inevitabili e legittime, esse saranno regolamentate e disabilitate rispetto alla possibilità di trarre vantaggi (da lobby, cartelli, organismi politici ed economici, lottizzatori vari...). L'appartenenza a gruppi, collettivi, associazioni  non dovrebbe sfociare in liste elettorali. Il candidato e la candidata si proporranno in modo indipendente  si vota la persona, non i brand e gonfaloni 'da lista unica al potere'.

Basta stare a combatterci e cannibalizzarci tra di noi, rielaboriamo il concetto e il metodo elettorale e rappresentativo relativamente ai titoli, alle esperienze, ai Cv, e alle conoscenze culturali, tecniche e professionali delle persone che si vogliono presentare.

Basta squallide competizioni elettorali tra liste che vanno inevitabilmente poi a colludere con interessi di lobby da perseguire, che vedono la categoria come una loro utilità.


Noi dovremmo fare insieme POLITICA PROFESSIONALE SENZA SCADERE NELLE LOGICHE DEI PARTITI E DELLE POLTRONE.
La politica professionale dovrebbe essere altra cosa: non scimmiottare le politiche partitiche, statali, nonché le lotte e i giochi che queste strategicamente covano.

I diversi progetti  e punti di vista secondo una più sana visione e impostazione della nostra politica professionale, si possono negoziare e perfezionare proprio integrando i diversi punti di vista.


Ad esempio:
ECM? D' accordo facciamoli, ma rivediamoli, perché così come sono, presentano troppe ed evidenti iniquità e criticità.
BONUS? Ok, ma se scriteriati e a pioggia, non ci siamo!

PIATTAFORME PRIVATE? E va bene, ma compensiamo i loro effetti con una promozione degli indirizzari ordinistici (invece di 'intrallazzarsi' con esse). 

PENSIONI? Ok ci sono limiti imposti da legislazioni penalizzanti e incongruenti, in quanto non contemplano la nostra specificità, ma allora facciamo insieme anche pressione sul legislatore, invece che convalidarlo e basta spostando semmai solo gli zero virgola.

SANITÀ E NON diciamo che non sembra giusto sanitarizzare le professioni psicologiche non sanitarie... ma in quanto sanitari non è giusto riscuotere  più oneri, distorsioni i danni che benefici.

ALTRE ED EVENTUALI...  ce ne sarebbero da negoziare, invece che imporre con logiche autocratiche, sorde e troppo spesso vessatorie.

Insomma le liste da che parte stanno e su quali fronti duellano sfiorettando o litigando tra loro?... beh se confliggono tra loro è ovvio che ciascuna starà dalla sua propria parte... quindi spesso si dimenticano di stare dalla nostra: la base professionale che le ha pure votate.

CARE COLLEGHE E COLLEGHI PER LA PSICOLOGIA, CAMBIAMO ALMENO STILE NEL MODO DI CONCEPIRE, ESPRIMERE E SCEGLIERE LE CANDIDATURE!
BASTA LOTTE INTESTINE E INCIUCI VARI A COLPI DI LISTE!
BASTA LISTE DINOSAURO CHE NON SI ESTINGUONO, ARROCCATE E AGGUERRITE A PRESERVARE POSIZIONI E LOTTI DI POTERE! 

CONFRONTIAMOCI E UNIAMOCI AL DI LA' DELLE LISTE PER LA TUTELA E L' EVOLUZIONE DELLE PROFESSIONI PSICOLOGICHE.

RIFORMIAMO IL NOSTRO MODO DI PENSARE - at least senza liste) LE RAPPRESENTANZE E LE ISTITUZIONI AFFINCHÉ RISULTINO PIÙ DEMOCRATICHE E PARTECIPABILI

L'AVVERSARIO (business, potentati, legislatori incoerenti) deve stare fuori da noi, non più tra di noi.
LE DIFFICOLTÀ sono tuttavia oggettivamente dovute anche alla pesante crisi economica e sociale in corso, mentre la politica ben poco fa per la nostra categoria. 
Perciò dobbiamo gestirci con responsabilità senza pretendere l'impossibile, rinnovando e condividendo regole e strutture della rappresentanza aventi efficaci funzioni di guida e di servizio.
Ma al punto di criticità in cui versa la condizione delle professioni psicologiche in Italia  dobbiamo anche batterci insieme, per proporre cambiamento piuttosto che subirlo mercificandoci e meccanizzandoci fino ad alienarci 'psicoprofessionalmente'!

L'OBIETTIVO  è costruire insieme, senza fossilizzarsi in schieramenti e pregiudizi, secondo un più responsabile e rinnovato spiririto dell' essere psicologhe e psicologi.

VALORIZZIAMO OGNI FORMA DI ASSEMBLEA
Per i temi qui trattati ed altri si invita a partecipare ad Assemblea permanente Professioni Psicologia (gruppo Facebook) - è una iniziativa spontanea della base professionale per dibattere sulla tutela generale e l'evoluzione della comunità della Psicologia nella società




Testo di Pier Pietro Brunelli - Psicologo - Psicoterapeuta - Dottore in Dams (Laurea con il professore Umberto Eco). Specialista della Comunicazione Sociale (Scuola di Specializzazione dell' Università Cattolica)


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